La domanda se assumere un interior designer per il ristorante arriva sempre, di solito dopo aver visto il preventivo. Cifre che partono da qualche migliaio di euro e possono salire parecchio a seconda del progetto. A quel punto ti chiedi se quei soldi non sarebbero meglio spesi in una cella frigo più grande o in una macchina del caffè professionale.

La risposta non è univoca e dipende da cosa stai aprendo, quanto budget hai, che esperienza hai nel settore e soprattutto che tipo di locale vuoi fare. Un designer può fare la differenza tra un posto dimenticabile e uno che la gente fotografa e consiglia agli amici, oppure può essere un costo inutile che pesa sul conto economico senza portare benefici concreti.

Quando un designer serve davvero

Se stai aprendo un ristorante fine dining, un bistrot con aspirazioni o qualsiasi locale dove l’atmosfera è parte dell’esperienza quanto il cibo, un interior designer non è un lusso ma un investimento. Questi professionisti sanno creare ambienti coerenti, gestire l’illuminazione per valorizzare gli spazi, scegliere materiali che resistono all’uso intensivo pur mantenendo l’aspetto curato.

Un designer esperto conosce i fornitori giusti, sa dove trovare sedie che sembrano delicate ma reggono cinquanta coperti al giorno per anni, tavoli che non si macchiano al primo bicchiere di vino rovesciato, rivestimenti che si puliscono facilmente. Questa conoscenza pratica vale parecchio e ti fa risparmiare errori costosi.

Il designer ti aiuta anche a sfruttare meglio lo spazio disponibile. Un professionista vede possibilità che tu non noti: può spostare il bancone di mezzo metro e guadagnare quattro coperti, può suggerire una disposizione dei tavoli che migliora il flusso del servizio, può nascondere difetti strutturali che pensi insormontabili.

Cosa un designer non può fare da solo

Però un interior designer non è un tecnico impiantista né un esperto di cucine professionali. Può dirti dove mettere la cucina a vista, ma non sa calcolare la potenza necessaria per la cappa aspirante. Può scegliere il pavimento perfetto per la sala, ma non sempre conosce le normative HACCP per i pavimenti di cucina. Può progettare un bellissimo bancone bar, ma non sa dirti se quello spazio è sufficiente per lavorare in due durante il picco serale.

Per la parte tecnica dell’allestimento ristorante serve confrontarsi con chi conosce le attrezzature professionali, i flussi di lavoro di una cucina vera, le distanze di sicurezza, i consumi energetici. Spesso il designer collabora con fornitori specializzati che portano questa competenza, ma se lavori con un designer giovane o poco esperto nel settore Ho.Re.Ca. rischi di trovarti con una cucina bella ma impraticabile.

Quando puoi farne a meno

Se apri una pizzeria di quartiere, una piadineria, un locale informale dove la gente viene per mangiare bene senza troppe pretese estetiche, probabilmente puoi gestire l’allestimento da solo o con l’aiuto del fornitore di attrezzature. Un locale onesto, pulito, funzionale basta e avanza. I clienti valutano la pizza, non se le sedie sono di design.

Anche se hai già esperienza nel settore e hai le idee chiare su cosa vuoi, un designer può diventare un intermediario che rallenta le decisioni invece di facilitarle. Conosci il tuo pubblico, sai cosa funziona nella tua zona, hai visto decine di locali e sai cosa ti piace e cosa evitare. In questi casi investire quel budget in attrezzature migliori o in un fondo cassa più solido ha più senso.

La verità è che molti ristoranti di successo non hanno mai visto un interior designer. Hanno spazi semplici, funzionali, a volte anche un po’ spartani, ma il cibo è eccellente e il servizio funziona. I clienti tornano per quello che trovano nel piatto, non per la lampada sopra il tavolo.

Le vie di mezzo che funzionano

Esiste una zona intermedia che spesso è la più sensata: chiedere una consulenza limitata invece di affidare tutto il progetto. Molti designer offrono pacchetti base dove ti aiutano con il concept generale, ti fanno un moodboard, ti indicano la direzione e poi ti lasciano gestire i dettagli. Costa molto meno di un progetto completo e ti dà comunque una guida professionale.

Un’altra opzione è lavorare con i fornitori di attrezzature che hanno esperienza nell’allestimento completo. Aziende che da anni seguono l’apertura di ristoranti possono consigliarti non solo sulla cucina ma anche sulla disposizione della sala, sui materiali, sui flussi. Non sono designer ma conoscono il settore e ti fanno risparmiare errori grossolani. Distributori con esperienza consolidata nell’allestimento ristorante, come Senoeseno.it, offrono questo tipo di supporto tecnico senza costi aggiuntivi quando acquisti le attrezzature.

Il costo vero di un designer

Oltre al compenso diretto del professionista, che può variare da 50 a 150 euro all’ora o essere calcolato come percentuale del budget totale, va considerato che un designer di solito lavora con fornitori specifici. A volte sono fornitori che garantiscono qualità e affidabilità, altre volte sono semplicemente quelli con cui ha sempre lavorato o che gli riconoscono una commissione.

Questo significa che potresti non avere piena libertà di scelta sui materiali o sui fornitori, e in alcuni casi potresti pagare di più rispetto ad acquistare direttamente. Non è sempre così, ma succede. Vale la pena chiarire fin dall’inizio come il designer lavora, chi paga cosa, quali margini ci sono sui materiali.

Alla fine la decisione dipende dalle tue priorità. Se l’immagine del locale è fondamentale per il tuo posizionamento, se il budget lo permette, se non hai esperienza e ti serve una guida, un buon interior designer vale ogni euro speso. Se invece punti su sostanza più che forma, se hai idee chiare e budget limitato, puoi tranquillamente gestire l’allestimento con l’aiuto di fornitori competenti e un po’ di buon senso.

Di editor